“Mare e Mindfulness” sono un’accoppiata potentissima: la calma naturale del mare che si alterna con il mare mosso e la tempesta si sposa perfettamente con la pratica della consapevolezza. La Mindfulness non è una pratica per svuotare la mente o per cercare il rilassamento totale, la mindfulness è la ricerca della consapevolezza per apprendere a …
“Mare e Mindfulness” sono un’accoppiata potentissima: la calma naturale del mare che si alterna con il mare mosso e la tempesta si sposa perfettamente con la pratica della consapevolezza. La Mindfulness non è una pratica per svuotare la mente o per cercare il rilassamento totale, la mindfulness è la ricerca della consapevolezza per apprendere a stare con tutto quello che c’è, così semplicemente.
A volte anche in vacanza alcune giornate possono essere difficili o il mare potrebbe non essere disposto ad accoglierci, così ci arriva in soccorso la qualità paziente della consapevolezza e la creatività di trovare in ogni momento qualcosa da apprezzare. Ecco una serie di esercizi o pratiche che si possono svolgere al mare per costruire una routine di scoperta ed evoluzione interiore. Il mare può essere oggetto di meditazione e sedendosi davanti al mare in una posizione comoda e dignitosa, magari in un momento poco affollato, possiamo attivare i nostri sensi. Iniziamo con una meditazione sonora sul mare, con gli occhi chiusi rivolgiamo il nostro ascolto attivo alle onde. Notiamo il rumore, da dove nasce, come si evolve e dove va a finire.
Osserviamo l’impermanenza del rumore e allo stesso tempo il suo ripetersi ritmato. Non aggiungiamo pensieri all’ascolto, stiamo invece con le sensazioni che nascono nel nostro colpo mentre ascoltiamo le onde. Le onde potranno essere dolci e lunghe o impetuose e rumorose, sarà bello notare le differenze di percezione dentro di noi. Possiamo scegliere invece una camminata consapevole sulla sabbia. A piedi nudi in un momento della giornata non troppo caldo, prestiamo attenzione alle sensazioni tattili che provengono dal contatto dei piedi nudi con la sabbia, la sua temperatura, il peso del nostro corpo, il ritmo di un piede dopo l’altra che si muove senza meta ma solo per il gusto di camminare. Notiamo se c’è differenza a camminare sulla sabbia asciutta o su quella bagnata, Andiamo avanti con una meditazione visiva dell’orizzonte e possiamo scegliere di farla all’alba o al tramonto.
Ciò che conta è scegliere di guardare lontano, senza cercare nulla in particolare con lo sguardo, guardare l’orizzonte senza giudicare percependo solo l’ampiezza di tutto quello che c’è e ci può essere nella nostra vita, quando la nostra mente è aperta e non si perde in congetture. Per finire possiamo imparare a respirare con il mare a sintonizzare il nostro respiro con le onde, regoleremo così anche il nostro ritmo cardiaco, ascoltando il cuore che spesso richiama la nostra attenzione, ma non siamo troppo abituati a trascurarlo. E se la vostra destinazione fosse la montagna, ricordatevi la potente visualizzazione proposta da Jon Kabat Zinn che potete trovare sul web negli audio di NerinaMindfulness su tutti i canali podcast gratuiti.







