Il lago della mente

Una volta il Buddha stava camminando con alcuni discepoli quando raggiunsero un lago. Sifermarono nei dintorni e si rivolse a uno di loro: «Sono assetato, potresti darmi un po’ d’acqua diquesto lago?». Quando il discepolo ci provò si accorse che, proprio in quel momento, uncarretto trainato da un bue stava attraversando il lago e l’acqua …

Anna Rue
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Una volta il Buddha stava camminando con alcuni discepoli quando raggiunsero un lago. Si
fermarono nei dintorni e si rivolse a uno di loro: «Sono assetato, potresti darmi un po’ d’acqua di
questo lago?». Quando il discepolo ci provò si accorse che, proprio in quel momento, un
carretto trainato da un bue stava attraversando il lago e l’acqua era diventata fangosa. Quindi
ritornò dal maestro e gli disse: «L’acqua è molto torbida, non penso sia il caso di berla». Dopo
circa mezz’ora, Buddha rinnovò la sua ri chiesta, il discepolo obbedì ma l’acqua era ancora
imbevibile. Dopo un po’ di tempo, il discepolo tornò al lago e lo trovò pulito: il fango era sceso
sul fondo e l’acqua era limpida. Così ne raccolse un po’ in un recipiente e la por ò al Buddha,
che gli disse: «Hai lasciato fare, il fango si è depositato e tu hai potuto prendere dell’acqua pura.
Anche la tua mente è come questo lago. Quando è disturbata lasciala stare, dagli un po’ di
tempo e si calmerà da sola».

Con questa parabola Jon Kabat-Zinn, fondatore della Mindfulness,
introduce una tecnica di visualizzazione che consiste nell’immaginare o ricordare un luogo o un
oggeto che conosciamo per esplorarlo in silenzio con i cinque sensi. Bisogna vedere, sentire,
assaporare, annusare tutto intorno a noi come se fossimo davvero presenti lì. Attraverso la
visualizzazione, la nostra attenzione si deposita sul presente e il logorio mentale si calma. Il
lago – come nel racconto del Buddha – è una metafora della mente e della vita. La vita è
l’insieme delle situazioni nelle quali ci troviamo, a volte facili, a volte difficili, a volte piacevoli,
spiacevoli o neutre. Tutto è vita. Il fraintendimento è aspirare a una perfezione inesistente. Il
lago è trasparente e a volte torbido, all’ombra o al sole, rispecchia gli alberi e le stelle o resta
immobile sotto un cielo plumbeo senza vento. Seguendo la traccia proposta, si può andare
verso un lago conosciuto o immaginario e sperimentare la calma donata dall’accettare il fatto
che tutto muti e ogni problema o gioia siano impermanenti. Ogni volta che la mente sarà agitata
potrete tornare al lago: a volte l’acqua è mossa, si sporca e perde la sua bellezza, ma alla fine
riprende a essere calma

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