Chi medita non giudica

Durante la meditazione, nel silenzio, mentre ci focalizziamo sul nostro respiro, immediata mentela mente si affolla di pensieri. Non vanno giudicati, ma visti, riconosciuti e lasciati andare. Ognivolta che la mente si allontana va richiamata a sé. «Se la tua mente vaga mille volte, riportalaindietro mille volte», dice Jon Kabat-Zinn. Questo è il non giudizio …

Anna Rue
Anna Rue

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Durante la meditazione, nel silenzio, mentre ci focalizziamo sul nostro respiro, immediata mente
la mente si affolla di pensieri. Non vanno giudicati, ma visti, riconosciuti e lasciati andare. Ogni
volta che la mente si allontana va richiamata a sé. «Se la tua mente vaga mille volte, riportala
indietro mille volte», dice Jon Kabat-Zinn. Questo è il non giudizio nella pratica formale, ma cosa
può essere nella nostra vita? Il giudizio rappresenta una delle abitudini più difficili da sradicare
dalla mente. L’impulso a catalogare e classificare cose, eventi e persone, se stessi compresi,
nasce dall’esigenza di avere uno schema mentale prestabilito che non ci faccia commettere
errori. Giusto o sbagliato, bello o brutto sono categorie che ci mettono al sicuro e ci consentono
di scegliere solo il buono. Ma è veramente così? In realtà, l’abitudine di giudicare intrappola in
schemi di 126 pensiero di cui spesso non si è consapevoli, generando automatismi che, anziché
semplificare il problema, lo amplificano, dandogli significati che non gli appartengono. Così, si
rimane ancorati alle questioni invece di risolverle. La mindfulness ci insegna a essere testimoni
imparziali delle nostre esperienze.

Questo non significa risultare distaccati o insensibili, tutt’altro.
Evitando di giudicare e accettando quello che c’è, è possibile vivere e osserva re la realtà con
presenza, pienezza e accoglienza. Senza giudizio si possono sperimentare l’inaudito e
l’inatteso, si può scoprire cosa c’è di nuovo in serbo per noi rimanendo nel momento presente e
cogliendone il significato pieno. Inoltre, riuscire a placare la mente dalla continua attività
giudicante, che oscilla tra negatività e positività, avvicina a uno stato di pace interiore. E cosa
c’è di più bello di un mare calmo che scintilla al tramonto? Così sarà la nostra mente non
giudicante

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