Lasciar andare

I pilastri della mindfulness sono sette: il non giudizio, la pazienza, la mente del principiante, lafiducia, il non cercare risultati, l’accettazione e, infine, il lasciar andare. Non è un caso chel’ultimo si trovi in questa posizione. Lasciar andare è il contrario dell’attaccamento: significasmettere di trattenere pensieri, emozioni, persone, oggetti o situazioni che ci appesantiscono.L’essere umano …

Anna Rue
Anna Rue

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I pilastri della mindfulness sono sette: il non giudizio, la pazienza, la mente del principiante, la
fiducia, il non cercare risultati, l’accettazione e, infine, il lasciar andare. Non è un caso che
l’ultimo si trovi in questa posizione. Lasciar andare è il contrario dell’attaccamento: significa
smettere di trattenere pensieri, emozioni, persone, oggetti o situazioni che ci appesantiscono.
L’essere umano utilizza attaccamento e avversione come comportamenti tipici della vita, ma la
mindfulness propone una soluzione diversa: smettere di combattere o di rifugiarsi da qualche
parte per tornare allo scoperto. Spesso ci aggrappiamo a qualcosa o a qualcuno per paura o un
bisogno profondo di sicurezza, ma in realtà quell’attaccamento ci trattiene, limitandoci invece di
proteggerci. Uno degli errori più comuni è associare il la sciar andare alla perdita. In realtà, è
esatta mente l’opposto: liberarsi da ciò che ci fa male crea spazio per qualcosa di nuovo, più
leggero e in sintonia con il nostro benessere.

Non si tratta di negare ciò che è stato, ma di
riconoscere che possiamo scegliere cosa portare con noi e cosa lasciar andare con gratitudine.
Come un palloncino pronto a liberarsi nell’aria, il lasciar andare porta con sé una leggerezza
che sa di sollievo, accettazione, pace. Ancora più difficile è lasciar andare qualcosa che ci piace,
ci lusinga e ci soddisfa, perché sembra un controsenso. La resistenza iniziale può essere forte,
ma quando finalmente facciamo il grande passo sentiamo subito che qualcosa è cambiato. È
l’inizio di una nuova

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